Hiromi Uehara

Ph. Mitsuru Nishimura

È da poco uscito il suo nuovo album "Sonicwonderland", accolto da buona parte della critica specializzata come un capolavoro, e ancora una volta Monfortinjazz si propone come una imperdibile vetrina per scoprire dal vivo talenti straordinari. La sua esibizione in TV, in occasione dello show di apertura di Tokyo 2020, è stata travolgente. 

Le sue doti tecniche sono strabilianti e sono il frutto di uno studio assiduo e di una passione per lo strumento che lei ha più volte indicato come "il mio migliore amico". Pochi, grazie al loro virtuosismo, riescono a governare le dinamiche come lei, essere tigre e farfalla e pochissimi sono arrivati a creare un abbagliante stile personale come Hiromi. A tal proposito il New York Times scrive: "Le influenze dello swing, del groove e del ragtime sono contagiose nelle performance di Hiromi, mentre balla tra le linee del pop-jazz e del blues. Le tradizioni musicali le servono come punto di partenza per attraversare la stratosfera." L'eclettismo del suo approccio alla musica è innegabile. Più volte critici e giornalisti le hanno chiesto quale sia il genere che lei suona. Ecco una sintesi molto chiara del suo pensiero: "non voglio dare un nome alla mia musica. Altre persone possono dare un nome a quello che faccio. Per me è solo l’unione di ciò che ho ascoltato e di ciò che ho imparato. Ha alcuni elementi di classica, ha un po’ di rock, ha un po’ di jazz, ma non ho bisogno di darle un nome. Per me ci sono solo due generi: quello che muove il mio cuore e quello che non lo fa. Io suono solo la musica che muove il mio cuore".

La sua biografia ci dice che è nata ad Hamamatsu nel marzo 1979, che dai quattro anni è stata allieva della Yamaha School of Music e che nel 1999 si è trasferita negli Stati Uniti per perfezionarsi presso il Berklee College of Music di Boston. Lì comincia un'altra storia. Non è più la bambina e poi la ragazza prodigio che ha entusiasmato il Giappone coi suoi concerti. Al Berklee viene subito notata da uno dei docenti e presentata a Ahmad Jamal che ne diventerà il mentore.

Insieme a lei sul palco Adam O' Farrill alla tromba, Hadrien Feraud al basso e Gene Coye alla batteria in un potente e irresistibile jazz funk, intramezzato da episodi di grande pianismo.

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